Mettiti nelle mie scarpe

Premessa

“Mettiti nelle mie scarpe” è un processo partecipativo ideato e promosso da Spazi Indecisi in collaborazione con il comune di Forlì, il Comitato di Quartiere San Pietro e il Comitato Scarpe Spaiate per la riattivazione condivisa di uno spazio urbano privato ad uso pubblico di valore storico-culturale, nell’isolato dove una volta sorgeva la fabbrica Battistini, sede del calzaturificio Trento.

Anno:
2019

Committente:
Associazione Spazi Indecisi

Tema di applicazione:
Rigenerazione Urbana • Usi Temporanei

Problema

Il progetto nasce dalla volontà di un gruppo di cittadini residenti interessati a migliorare la qualità della vita e il decoro urbano del proprio isolato: una piazzetta privata ad uso pubblico che, da semplice spazio di passaggio, si vuole rinnovare facendola diventare un luogo condiviso e accogliente, uno spazio di scambio per residenti e frequentatori. L’area è caratterizzata da una forte multiculturalità e, in particolare, la piazzetta è molto frequentata dalla comunità musulmana grazie alla presenza del Centro di Cultura Islamica. La piazzetta, che è l’allargamento di una preesistente corte interna della fabbrica, è circondata da unità commerciali rimaste escluse dalle vie principali di passaggio, pertanto molti dei negozi sono sfitti e inutilizzati e tutta l’area si caratterizza per un diffuso stato di abbandono e incuria.

Azione e soluzione del problema

Eubios è stata scelta come realtà per accompagnare gli incontri pubblici e i laboratori organizzati con i residenti. VIsta la presenza di persone con origine culturale diversa, particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità linguistica, promuovendo una partecipazione eterogenea. Gli incontri sono stati progettati come spazi aperti e accoglienti, favorendo la comunicazione e il coinvolgimento attivo di tutti i partecipanti.

Uno degli aspetti centrali del percorso è stato il supporto alle azioni promosse dal basso da parte della cittadinanza, favorendo le iniziative di cura spontanea verso i beni comuni urbani. Attraverso momenti di coprogettazione, i residenti hanno contribuito attivamente alla rigenerazione dell’area, sperimentando modalità innovative di cogestione degli spazi pubblici. Questo approccio partecipativo ha permesso di costruire un dialogo costruttivo tra i cittadini e le istituzioni, rendendo il percorso un modello di collaborazione condivisa.

La creazione di uno spazio inclusivo ha favorito la responsabilizzazione dei partecipanti nei confronti del patrimonio, sia pubblico che privato, e migliorato la percezione dell’area da parte della comunità cittadina. Grazie a questo approccio, il percorso ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza e a stimolare una nuova consapevolezza collettiva verso il valore del territorio.

Risultati ottenuti

Il percorso partecipativo ha coinvolto attivamente la comunità locale con l’obiettivo di riattivare la piazzetta e responsabilizzare i residenti. Grazie a questa iniziativa, tutti i negozi sfitti della piazza sono stati riaperti: alcuni acquistati da enti privati, altri riutilizzati temporaneamente da associazioni del territorio. La cittadinanza ha contribuito alla co-progettazione della riqualificazione degli spazi, proponendo all’amministrazione degli interventi di arredo e decoro urbano con l’obiettivo di migliorare la qualità dello spazio pubblico.

Un altro importante risultato del progetto è stata la valorizzazione della memoria e del patrimonio storico culturale dell’ex fabbrica. Durante i mesi del percorso partecipativo, infatti, i muri dell’edificio hanno raccontato la storia del sito industriale, per rafforzare il legame tra passato e presente del quartiere nonché per rendere la cittadinanza più consapevole dell’identità del luogo.

I laboratori tematici hanno portato alla proposta di attività, eventi e iniziative culturali per ravvivare il quartiere e promuovere un nuovo utilizzo degli spazi. In questo contesto, è stata avanzata la richiesta di semplificare e innovare i processi burocratici che regolano la collaborazione tra pubblico e privato. 

L’amministrazione ha seguito con attenzione il processo, partecipando ai tavoli di confronto e agli incontri con il gruppo di progetto per valutare la fattibilità delle proposte. Questo ha favorito un dialogo costruttivo tra istituzioni, cittadini e associazioni, aprendo la strada a soluzioni concrete per la riqualificazione dell’area.

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